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Il movimento delle Chiese “dei Fratelli” in Italia
Il Conte Piero Guglielmo Guicciardini
Il Rossetti
Gli ''operai del Signore''
Le chiese nel XX secolo
Riferimenti
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Il movimento delle Chiese “dei Fratelli” in Italia

Come noto, il movimento dei Fratelli ha avuto le sue origini nei movimenti di risveglio protestante in Gran Bretagna (ed altrove) nella prima metà dell’Ottocento. I “Fratelli” rappresentavano una reazione, una opposizione di natura religiosa alla confusione spirituale presente in quel tempo nel mondo britannico (http://www.radioevangelo.it/studi/orig.htm). Le Chiese (o Assemblee) dei Fratelli vengono così a collocarsi nella corrente del Grande Risveglio del protestantesimo, avvenuto tra il XVIII e il XIX sec. In particolare, esse mettono in risalto il ruolo centrale della Sacra Scrittura, il sacerdozio universale dei credenti e l’enfasi evangelistica e missionaria.
I primi nuclei di evangelici italiani che avrebbero poi dato vita alle Chiese dei Fratelli si formarono in Toscana nel 1833. Questi gruppi nacquero in modo spontaneo all’ interno delle chiese protestanti istituzionalizzate, mossi dal desiderio di riscoprire una fede più autentica e vissuta, richiamandosi al modello della chiesa del Nuovo Testamento. Tra le figure più rappresentative di quell’epoca troviamo il conte Piero Guicciardini e Teodorico Pietrocola Rossetti.

Nel ricostruire le tappe principali dello sviluppo del movimento delle Chiese dei Fratelli in Italia, i prossimi paragrafi saranno dedicati al racconto della vita del Conte Piero Guglielmo Guicciardini e di Teodorico Pietrocola Rossetti.

 



 

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