Evangelici uccisi in Kenia Stampa

NAIROBI (Kenya) - Domenica 13 giugno sei persone, tra cui un bambino di dieci anni, sono morte, oltre cento sono rimaste ferite dalle esplosioni avvenute durante una manifestazione di credenti evangelici contrari al progetto di una nuova Costituzione.

Migliaia di credenti erano presenti nel Parco Uhuru, a cui partecipava anche il Ministro dell'istruzione superiore William Ruto, alla riunione organizzata da diverse chiese protestanti keniote per esprimere il loro "no" alla richiesta di referendum costituzionale (che si svolgerà l 4 agosto) per l'abrogazione di alcune leggi, in particolare quella che riguarda l'aborto (proibito in Kenya), e per l'approvazione di una legge che istituirebbe i tribunali islamici, detti khadi, che amministrerebbero la giustizia della comunità islamica in Kenya.
Intorno alle 19, mentre i presenti stavano pregando, una prima esplosione ha creato il panico tra la folla; pochi minuti dopo ci sono state altre due deflagrazioni. Tre persone sono morte sul colpo, altre tre sono decedute in seguito alle gravi ferite riportate; i feriti, un centinaio, sono stati portati negli ospedali della città.

La comunità cristiana si è schierata con i sostenitori del "No", perché «i cristiani stanno vivendo tempi difficili» ha precisato William Ruto, puntualizzando che oltre ad approvare l'aborto e i tribunali islamici «il progetto della nuova Costituzione, al punto 24, legalizza l'omosessualità, il lesbismo e i matrimoni omosessuali».

«Il governo farà tutto il possibile per arrestare i colpevoli» ha detto il primo ministro Raila Odinga. Quello di domenica è il primo incidente del genere dopo le violenze post-elettorali del 2008, che avevano provocato la morte di 1.500 persone.

Un vice ministro e altri due parlamentari sono stati arrestati ieri, in Kenya, con l'accusa di aver pronunciato frasi di istigazione all'odio nel corso della campagna per la riforma costituzionale. Altri tre parlamentari sono accusati dello stesso reato.

Fonte: http://www.evangelici.net/