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Perseverare nella preghiera... Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui, non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16)

Chi è solo, spesso dice: “Nessuno mi capisce”. È proprio vero… nessuno ci capisce davvero.

E quando proviamo a parlare con qualcuno dei nostri problemi ci sentiamo rispondere:” ah,sapessi io;sapessi i miei guai”…tanto che ci pentiamo amaramente di aver sperato di essere capiti!

Tuttavia non è del tutto vero che nessuno ci capisce.

C’è un uomo che ha provato una grande solitudine; ma non si sentiva solo, anche se ne avrebbe avuto tutti i motivi. Era l’unico giusto in mezzo a gente ingiusta. Era l’unico che amava davvero, ma riceveva in cambio ingratitudine.

Non aveva una casa, aveva degli amici che,spesso non capivano quello che diceva e che lo abbandonarono nel momento di maggiore bisogno. Aveva una famiglia, madre e fratelli, che lo consideravano  fuori di testa.

Non avrebbe avuto nessun bisogno di fare quello che stava facendo. Era ricco e si è fatto povero. Era potente e si è fatto servo di tutti. È venuto in casa sua e non è stato ricevuto.

È venuto per essere il Salvatore dell’umanità perduta nel peccato e lo hanno inchiodato su una croce.

Lo hai capito: sto parlando di Gesù, il Figlio di Dio, Dio stesso.

Sulla croce, Egli provò la solitudine più atroce: fu abbandonato perfino da suo Padre, da Dio stesso. Non perché avesse peccato, ma perché sulla croce espiava tutti i peccati di ogni essere umano,il TUO il MIO peccato e Dio non può guardare il peccato. Perciò distolse lo sguardo da suo Figlio.

Gesù era diventato peccato perché CI AMA!

È possibile che tu ti senta solo,se non hai accolto Gesù nella tua vita, se non hai creduto di cuore che Lui è l’unico Salvatore, se non hai accettato il DONO della sua salvezza!

E c’è un’altra cosa molto seria: Sarai tristemente solo per tutta l’eternità, se respingi la Sua grazia e sarai eternamente separato da Dio che ti ha tanto amato da dare suo Figlio a morire al TUO posto.

Perciò, pensaci e credi.

N.D: abbiamo riproposto questa meditazione perchè nella scorsa pubblicazione risultava incompleta.